Il mago che mi è stato di grande ispirazione, Harry Kellar.

Nell’anno 2019/2020 ho conseguito la laurea in scienze delle relazioni internazionali e istituzioni europee.
La tesi di laurea argomenta la situazione storico politca degli Stati Uniti nella metà del XIX secolo, attraverso la vita di uno dei più influenti prestigiatori mai esistiti, Harry Kellar.
Il lavoro di ricerca affrontato nell’elaborato svela le iniziali difficoltà del giovane Harry Kellar mosso da una forte passione per lo studio dell’arte magica. Non possedeva certo le credenziali per diventare un grande illusionista, aveva movimenti goffi e un difetto di pronuncia, ma disponeva di un ferreo senso della disciplina e una immane forza di volontà.

In quegli stessi anni gli Stati Uniti vivevano la dolorosa esperienza della Guerra civile e, se pur l’ambizione del giovane mago fosse fin dal principio quella di viaggiare e di portare i suoi spettacoli ovunque, egli dovette limitarsi al Nord America e Canada. La passione e la voglia di esibirsi, una volta che la guerra fu conclusa, spinsero Kellar a girare il mondo con il suo spettacolo guadagnando una certa popolarità.

C’è solo una strada per il successo; energia, tenacia e perseveranza”.

Durante più di cinquant’anni di carriera conquistò un grande rispetto dai colleghi prestigiatori diventando una istituzione nell’ambiente magico. Nonostante si sia esibito davanti a regine, presidenti, personaggi illustri e centinaia di migliaia di persone, oggi il suo nome non è così popolare come quello di Harry Houdini che è il vero sinonimo di magia. La risposta non va cercata nella bravura sul palcoscenico ma nella maniera di farsi pubblicità. Come Barnum faceva per i suoi spettacoli, “…anche lui (Houdini) ha imparato molto dalla pratica della promozione per inondazione, “pubblicità gigantesca”, come la chiamava – usata dai circhi del XIX secolo e dagli spettacoli di medicina, che a volte ricoprivano una città con migliaia di poster”. Houdini era un vero e proprio maestro di marketing e l’elemento decisivo fu lanciare sfide pubblicitarie in ambienti diversi dal teatro. Il linguaggio pubblicitario di Houdini funzionava su milioni di persone e fece la differenza per essere nel tempo considerato il mago per eccellenza.

Tuttavia, questo elaborato vuole premiare il predecessore e grande amico di Houdini, Harry Kellar che per primo codifica l’icona novecentesca del grande prestigiatore.

La figura del mago come artista acquistò valore con il progresso delle città che ospitavano fiere ed esposizioni internazionali, all’interno delle quali erano sempre presenti piccoli teatri dove gli illusionisti del tempo potevano esibirsi.

Nel 1861 negli Stati Uniti, “Le esposizioni internazionali furono soppiantate dalle Sanitary Fairs con le quali si cercava di migliorare le conoscenze relative alla chirurgia e alla medicina per alleviare le sofferenze dei feriti della Guerra civile”. Per queste ragioni Kellar iniziò a viaggiare con i suoi spettacoli, organizzando tour tra le nazioni amministrate dagli inglesi.

Uno dei primi effetti che lo rese celebre fu la Cabina Spiritica, costruita originariamente dai fratelli Davenport. Erano gli anni in cui le teorie sullo spiritismo iniziavano a diffondersi. Nella credulità popolare, i medium erano in grado di poter parlare con le persone defunte e alla fine della Guerra Civile in molti avevano vissuto l’esperienza della perdita di un proprio caro ed erano disposti a qualsiasi cosa pur di ristabilire un contatto. Kellar, che era ben a conoscenza della truffa,  nei suoi spettacoli volle dimostrare che con l’abilità e la destrezza poteva ottenere gli stessi risultati dei medium durante le sedute spiritiche. In oriente, in special modo in India, gli spettacoli di Kellar erano mirati a riproporre le rappresentazioni dei fachiri indiani, per denunciare che questi non avevano alcun potere soprannaturale.

“I fachiri conoscono alla perfezione l’ipnosi e la forza della suggestione, delle quali sanno fare uso mirato e forse anche illimitato…Se si aggiunge alla conoscenza dell’ipnosi e della suggestione anche la conoscenza dell’arte della magia ingannevole, di cui tutti i fachiri sono in possesso, si ottiene quella commistione di fantastico ed esotico che trasforma dei giochi di prestigio in miracoli soprannaturali, dei quali si racconta e si tramanda senza descriverne il trucco e senza un’opportuna verifica”.

Gli spettacoli di Kellar raggiunsero i cinque continenti e divenne il prestigiatore più popolare al mondo in quel periodo, imponendo la figura del mago nella vita teatrale.

Alla fine dell’Ottocento decise di stabilire la sua tournée negli Stati Uniti dove diede vita allo standard della magia americana per un secolo a venire: il grande show itinerante a circuito fisso. Questa idea appartiene all’intuizione di P.T. Barnum che con il suo circo visitava ogni anno le stesse città con un programma rinnovato, tappezzando le città di pubblicità fatte con coloratissimi manifesti dall’azienda litografica Strobridge, la stessa che userà Kellar.

Anche negli Stati Uniti il successo delle meraviglie di Kellar è grandioso, nel periodo in cui si assiste a un progressismo esponenziale e a una fase di modernizzazione. Theodore Roosevelt, presidente degli Stati Uniti del tempo, assisté diverse volte, con la sua famiglia, agli spettacoli di Kellar e ne fu meravigliato.

A fine carriera Kellar fu omaggiato della più alta carica dalla Society of American magicians, quella di Decano. Durante la sua pensione tenne diverse corrispondenze con illusionisti di tutto il mondo ai quali suggeriva preziosi consigli. Ancora oggi è riconosciuto tra i prestigiatori più significativi di tutti i tempi.

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